Fedelissimi Granata Roma 1971


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Editoriali

Attività

DAL TORO A TOROMIO: TANTI DUBBI

Oramai molti dovrebbero sapere che cos’è TOROMIO: è il tentativo di tifosi normali, non capi popolo o imprenditori importanti o miti granata, ripetiamo tifosi normali, di prendere per mano il Toro e accompagnarlo per prossimi anni partecipando attivamente a ciò che, volenti o nolenti, vive per merito nostro e dipende in tutto e per tutto dalla nostra perseveranza a resistere.
A che punto siamo?
E’ il periodo del dubbio.
Tutti i giorni giungono alla nostra attenzione da più persone talmente tanti dubbi, motivazioni di vario genere per la mancata adesione e partecipazione a
www.toromio.net che abbiamo deciso di descriverli, catalogarli.
Siamo convinti che non sono tutti, anzi per ognuno di quelli che non aderiscono ci sia un dubbio e ognuno diverso dall’altro.
Più o meno 1.999.790 che è la differenza tra tutti tifosi del Toro suggerito dalle statistiche di marketing, meno 210 che sono quelli che hanno aderito al progetto
www.toromio.net.
Sull’idea di avere un Torino, oggi FC ieri AC, di proprietà dei tifosi sono tutti d’accordo ed è un bel sogno auspicabile.
Quando si passa ad una fase più pragmatica, facile, facile, che consiste nel promettere finanziamenti (sottolineo
promettere) incominciano i dubbi, le confusioni, i “ma”, i “se”, i”però”, la voglia di andare a scavare a fondo e così via.
A dir la verità la voglia di sapere e capire profondamente ciò che può succedere è un’ottima cosa in quanto vuol dire che se ne incomincia a parlare e si può iniziare un confronto in tutte le stratificazioni con cui si suddividono i tifosi, sia in modo verticale (strati sociali) sia in orizzontale (opinioni diverse allo stesso livello sociale).
Ma ciò che deve essere inteso in maniera assoluta è che l’unica cosa che unisce i “ricchi” ai “poveri”, passando dalla classe media, i politici di opposte correnti, gli imprenditori provenienti da varie culture, dall’artigiano al mecenate, le varie professioni, persino le varie religioni ed etnie, persino in questa Italia a volte divisa è il Toro, l’unica vera squadra, non solo per antonomasia, di Torino, la città da cui è partita nel bene o nel male l’unità d’Italia e che fu la prima capitale d’Italia.
Il primo “ostacolo” che ci viene indicato è quello del “mattone del Filadelfia” che portò parecchi soldi nelle casse della Fondazione Filadelfia a fronte di una promessa tuttora non mantenuta, quella della ricostruzione del vecchio Campo Torino ribattezzato Filadelfia.
Di qui il Primo dubbio: perché dovrei promettere di investire dei soldi nel Toro, che fine faranno?
Diventeranno come quelli per il Filadelfia? Ma se sto facendo una promessa, quando dovrò versare il denaro che fine farà … continuando così lo userete voi? potrò decidere?
Secondo dubbio: ho già partecipato a tanti tentativi di questo genere e ce ne sono tanti in corso (sembrerebbe almeno altri tre), sono state fatte tante riunioni e non si è concluso nulla e quindi non aderisco perché sono solo perdite di tempo.
Terzo dubbio: sono un personaggio importante nell’ambiente del Toro, mi sono esposto un’altra volta, ho partecipato persino ad una conferenza stampa nella presentazione e si è concluso tutto in un nulla di fatto. Non posso perdere la faccia.
Quarto dubbio: sono un personaggio importante, ho perso tempo in riunioni di questo tipo, ho sentito che ci sono altri tentativi e te li specifico, non so a quale riferirmi e poi devo difendere la mia immagine e la mia posizione.
Quinto dubbio: il libro che hai scritto dà un’idea di quello che si vuole fare ma rimangono tanti quesiti non risolti, a volte non si capisce bene dove si vuole andare. Ci dovrebbero essere più particolari. Dovresti descrivere meglio il progetto. Forse dovresti lasciare più possibilità. Dovresti scrivere parrebbe, dovrebbe, incomincerebbe, probabilmente, succederebbe, acquisirebbe ecc. ecc. Così sembra tutto troppo sicuro.
Sesto dubbio: guarda che fino a quando non riuscite a convincere quelli delle curve non aderisco neppure io, convinci quelli e poi vedrai che ti verranno tutti dietro.
Settimo dubbio: sono perfettamente convinto che il tuo progetto sia quello giusto in quanto la partecipazione dei tifosi nella proprietà del Torino FC porterebbe stabilità. So anche che il progetto è di affiancarsi al presidente e quindi non gli vai contro, però il presidente attuale non la pensa così e quindi io che sono nel campo calcistico non posso espormi altrimenti sembra quasi che “sputo nel piatto dove mangio”.
Ottavo dubbio: l’idea è ottima ma occorrerebbe un imprenditore come Y o dei capi popolo come X o delle persone referenti di alta qualità morale come Z.
Nono dubbio: è un’idea destabilizzante dell’ambiente e per me che sono con l’attuale presidente la contrasterò con tutte le mie forze.
E qui mi fermo.
Per rispondere a questi dubbi occorrerebbero migliaia di pagine e forse non basterebbero perché se ne aggiungerebbero altri.
E’ sufficiente dire che se si dovesse rispondere nei minimi particolari suggeriti dal quinto dubbio occorrerebbe aver acquisito la laurea in Economia e Commercio e Giurisprudenza oltre che aver seguito qualche decina di stages aziendali, essere un arzillo ultra centenario con più esperienze aziendali, imprenditoriali e nel calcio.
Ma andiamo oltre; pensiamo che dovremmo annoverare nel gruppo almeno due geni al livello di Einstein, un decina di leader stile Gandhi e forse non basterebbero.
Per l’ottavo dubbio si potrebbe rispondere con delle domande; perché bisogna aspettare sempre gli altri?
Possibile, che noi persone e tifosi normali tipo VNP (very normal people) con il casellario giudiziario pulito, sicuramente la maggioranza, abbiamo così poca stima di noi stessi da voler “aspettare” (che brutta parola!) gli altri (VIP) che non si muovono se non solo quando sono chiamati, dopo avere dato loro garanzie, immagine, denaro sonante ed ulteriore gloria, mettendo loro in mano magari un progetto già ben avviato, consentendogli di fare bella figura ed ergersi a capipopolo?
In altre parole questi dubbi sono il modo migliore per impedire che il progetto prosegua in modo spedito. Ognuno ha i propri motivi per essere tifoso del Toro ma ha anche un dovere di reale autostima che lo induca credere nella sua importanza determinante a far si che il Toro riparta e torni ad essere il Grande Torino.
Per carità, ognuno di noi ha il diritto di affliggersi ed affliggere gli altri di dubbi affinché il progetto rallenti o si fermi, ma allo stesso modo ha il dovere di utilizzare la stessa energia e lo stesso impegno per far si che i dubbi si dissolvano, per se, per gli altri e per il TORO.
La vita di ciascuno di noi ci ha insegnato che ogni azione quotidiana è costellata di dubbi eppure si agisce, nonostante l’insicurezza, e con l’agire, a volte anche sbagliando, il dubbio svanisce magicamente magari ricomparendo, ma meno forte con la successiva azione.
Per fortuna esistono molte attività umane che iniziano, continuano e hanno successo anche a fronte di molti, spesso troppi dubbi.
Il TORO è indietro di quarant’anni come organizzazione societaria rispetto ad altre più evolute ed inevitabilmente sempre più forti.
Vogliamo lasciare che il gap aumenti?
La soluzione?
Credeteci, è agire, agire, agire con coraggio ed insieme.


Luciano Cavagnero
Guido Regis




http://www.torinoclubcto.com


TORINO FC Spa : il nostro punto di vista –
Da sempre siamo vicini al TORO, cercando di dare il ns. modesto contributo di esperienza e di sana passione sportiva. Anche alla attuale Società abbiamo cercato di dare una mano dicendo apertamente quello che non andava ed avrebbe potuto essere migliorato ( basta andare a rileggersi le ns. Circolari, Editoriali, Comunicati degli ultimi 3 anni ).Abbiamo inviato alcune lettere, abbiamo anche avuto più volte l’occasione di parlare direttamente con il Presidente : nel 2009, in data 4 maggio sul Campo degli Invincibili e il 12 dicembre allo Stadio.
Ma il Presidente non ci sente, o meglio non ci vuole sentire e .... procede a modo suo, insensibile a qualsiasi idea o suggerimento. Sempre peggio : la situazione si è aggravata al massimo, e pensare che sarebbe bastato poco per continuare ad essere amato e stimato dal “popolo torinista”. Poche, ma significative
mosse gestionali.
Gliele abbiamo suggerite ancora una volta con una lettera in data 7 gennaio :
per la Società organigramma, funzionigramma, torinesità, granatismo;
per il Direttore Sportivo budget di spesa, poteri delegati , con un vero Progetto per il Settore Giovanile; il Tifo Organizzato un Programma serio da portare avanti per ricreare entusiasmo e coagulare i Clubs.
In attesa degli sviluppi, abbiamo concesso una “tregua” armata per consentirgli di operare in completa serenità ed autonomia, senza particolari “ pressioni ”. A gennaio 2010 la sessione del calciomercato, a febbraio i conseguenti provvedimenti ed assestamenti.
Ora ,
a marzo, il ns. giudizio, passionale sì, ma sereno, pacato, oggettivo, basato esclusivamente sui fatti reali.
-SOCIETA’ : si è registrato il fallimento completo della gestione CAIRO. Dal lato strutturale, organizzativo non è cambiato pressoché nulla. La Società è rimasta senza un Organigramma funzionale valido. Tutte le funzioni aziendali non hanno presidi interni : è tutto demandato e delegato a Milano ( anche per le minute necessità - ad es. carta da fotocopie) , figuriamoci per il resto ( finanza, marketing, forniture, contratti, sicurezza, logistica, ecc.) .
Quando c’è da decidere non ci sono punti di riferimento, i tempi operativi sono dilatati in modo abnorme. Dalla Società non è emerso alcun PROGETTO. Nulla per il Settore Giovanile, nessun impegno concreto per il FILADELFIA, nessun investimento serio per il futuro. Nulla di nulla. La Società è sparita a livello mediatico, non conta più nulla sia in Federazione ( arbitraggi), che in Lega, assente nella quotidianità torinese ed alle iniziative più o meno istituzionali. Per non parlare poi del Tifo organizzato.
E allora il 26 febbraio CAIRO si è reso conto di tutto ciò e ha messo in vendita la Società : ma ora il problema vero sarà il prezzo : se vuole bene al TORO dovrebbe richiedere un prezzo ragionevole ( dato che la scatola è vuota ) e non i 30 e più milioni di cui si parla. Le cifre riportate non corrispondono alla realtà, e inoltre andranno pure considerate alcune voci importanti per il “gruppo cairota” : maggior notorietà e pubblicità, aumento vendita giornali, fatturazione delle Società del gruppo per attività svolte in outsourcing, meno TASSE “ per il consolidato fiscale 2006 /2009” ( per cui le perdite di esercizio del TORO, sono state sgravate dai redditi prodotti dalle altre Società del gruppo ). Senza considerare che molti soldi sono stati veramente “buttati” per
incapacità gestionali ( nel 2007 quasi 3 milioni di euro per risoluzioni contrattuali ; ingaggio dell’ex mago dell’Inter sig. PECINI per il Settore Giovanile e la Rete Osservatori quasi subito abortita; ingaggi faraonici per ex Campioni; ecc. ). Di chi la colpa, se non del Capo, ovvero colui che decideva e comandava ?
CAIRO non ha capito che la SOCIETA’ può “fare” la SQUADRA, mentre la SQUADRA non può “fare” la SOCIETA’.
- SQUADRA : nuovo Direttore Sportivo. E’ il SETTIMO !! La squadra è stata rivoluzionata senza spendere. ANZI, al tirare delle somme – compresi gli ingaggi – si è risparmiato circa 1 milione di €. PETRACHI è stato bravissimo, ha dimostrato coraggio entrando nello Spogliatoio scegliendo pubblicamente i “buoni” ed i “cattivi”,
assumendosi tutte le responsabilità. E poi ancora, ha dimostrato capacità, inventiva, furbizia, conoscenze: 12 giocatori in entrata, 11 in uscita . Bravo davvero.
Noi le chiamiamo Entrate e non ACQUISTI perché ha agito ” senza soldi ”, prendendo solo parametri zero, prestiti puri o con riscatto : si buone intuizioni, ma in pratica tutti giocatori non titolari, riserve, o al limite della “rosa” ( quindi scartati ), disabituati al ritmo partita. E quando si poteva prendere una
prima scelta ( SESTU dal Vicenza e PERICO dall’Albinoleffe) il portafoglio non si è aperto : questo è stato davvero un grave” azzardo “ presidenzale.
Quindi considerando i 10 milioni di attivo del mercato estivo, 1 di quello invernale, 7,5 del “paracadute” FIGC per la retrocessione, la stagione è assicurata ( a parte il progressivo degrado della Società). Ma in futuro ( soprattutto se non arriverà in qualche modo la Promozione) che si farà ? Forse dal punto di vista QUANTITATIVO ci siamo, ma la QUALITA’ ? E’ tutto da dimostrare, ma al momento solo PESTRIN, GAROFALO e D’AMBROSIO ( complimenti davvero al ragazzo ! ) si stanno dimostrando da TORO. A giugno 2010 i PROBLEMI SARANNO COMUNQUE ENORMI. E’ arrivato un Team-Manager ( non lo avevamo mai avuto ) e sta lavorando bene , ma è troppo poco per incidere davvero. Paragrafo ALLENATORE : dopo 4 risultati utili ( non sempre convincenti) è arrivata la batosta in casa con l’ultima in classifica, la Salernitana : Inaudito !! Una gara a livello Modena e/o Crotone, ed è tutto dire. E poi la vittoria a Padova, ma troppo fortuita, sofferta, poco giocata. Il Mister non ci sembra molto convincente per l’approccio alle gare e per le sostituzioni. Anche atleticamente e per mentalità la Squadra non ci convince molto. Ma tant’è. Il MISTER ora non ha più l’alibi “SPOGLIATOIO”: se ci sono problemi da evidenziare lo dica chiaramente, esponga i casi. Avrà l’appoggio incondizionato di tutti. FORZA TORO.
Per chiudere un appello a tutti i Tifosi : sosteniamo sempre, comunque e dovunque in casa e fuori la Squadra, ma contestiamo l’operato della Società che non ha cambiato gestione, non ha adottato alcuna iniziativa valida per migliorarsi . Quindi non stiamo più dalla parte di CAIRO che ha dilapidato passione e credibilità, pronti a tornare indietro solo di fronte ad un vero cambiamento radicale della “rotta” aziendale .
Noi dalla
nuova Società ci aspettiamo professionalità, progettualità, programmazione, radici (Settore Giovanile). mentalità, cuore , grinta, tradizioni, appartenenza e investimenti ( Centro Sportivo Giovanile, Filadelfia, Stadio).
Roma 4 marzo 2010
Pierpaolo Pesce

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