Fedelissimi Granata Roma 1971


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FEDELISSIMI GRANATA ROMA 1971


RACCOMANDATA PERSONALE A.R.




LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL TORINO FC Spa, dr. URBANO CAIRO - Roma 30 giugno 2011 -

A partire dal Campionato 2006/2007 la Società e la Squadra hanno fatto registrare dei peggioramenti continui, sino a toccare il fondo quest’anno : in Serie B, 52 punti in 42 partite ( media punti 1,38 ). 15 vittorie, 13 pareggi e 14 sconfitte di cui ben 8 in casa ( inaudito ). Reti fatte 49, reti subite 48. Veramente risultati sconcertanti.
Per non parlare della
gestione : mai, mai predisposto un “Progetto” credibile. Società mal considerata in Lega, in Federazione, dalle altre Società, dagli Arbitri, dai mass-media ed anche da molti genitori dei giovani del Settore Giovanile con cui abbiamo parlato personalmente e dalla maggior parte dei Tifosi.
Il
Consiglio d’Amministrazione è formato da persone che non conoscono il calcio, non hanno interesse né per il Torino, né per la città di Torino. I 3 Consiglieri sono alti dirigenti della Cairo Communication con grosse responsabilità aziendali ed il TORO è ”un di più che nei loro pensieri, viene all’ultimo posto” e – comunque – da perfetti “yes-men”, al loro Capo dicono sempre SI, perfetto, giusto, bravo, va bene così.
A parte il
Segretario Generale, le altre cariche si devono intendere “virtuali” in quanto di fatto non hanno mai inciso veramente nella conduzione/gestione amministrativa della Società, nemmeno per quanto di stretta competenza.
Nel Settore Tecnico sino al tuttofare ds PETRACHI, si sono succeduti miriadi di Direttori Sportivi ed Allenatori ognuno con molti Uomini di fiducia : complessivamente circa 80 !! Osservatori, Selezionatori, Preparatori, Talent-scout, Tecnici ( Allenatori in seconda, Collaboratori, Tattici, Preparatori portieri, atletici, recuperatori infortuni, ecc., ecc.). Un via, vai continuo, un girar di testa vorticoso e sempre un dover ricostruire tutti da capo ( Antonelli, Lupo, Pecini, Pederzoli, Sanchez, ecc.).
Anche il
Settore Medico ha conosciuto cambi continui ( solo il dr. Stesina ha resistito qualche tempo) : via libera ai consulenti, maghi sparsi per l’Italia ( dall’Adriatico, al Salento ed oltre ). E dopo la recente defezione di 4 elementi (SURACI ed altri 3) emigrati a VINOVO, il Settore è stato rifondato completamente con ottimi professionisti.
Ora dopo questo
fallimento, si riparte dallo stesso Direttore Sportivo grande conoscitore di parametri “zero”, fuori rosa, svincolati, ex Pisa, Lega Pro, ecc.. Si riparte da un Allenatore esperto ( ex di Bari,Pisa, Verona, Messina, Napoli, Cagliari, Udine, Sampdoria. Cagliari, Lecce, Venezia, Giarre, Pistoiese, Centese, Spezia) con una carriera onesta, seria, ma non certo esaltante come fatto credere. Certo a Torino serve tanto buon senso e capacità di gestire tutto, dalla quotidianità, a tutto il resto, compresi gli imprevisti. La Società è inesistente ai vari livelli. In Sede – a parte la Biglietteria - nessuna struttura operativa interna, e nemmeno al campo per la vita spicciola di tutti i giorni ( custode, addetto al campo, alla logistica, ecc.): tutte le figure sono esterne alla Società e si comportano di conseguenza.
Il Capo ( il Padrone ) non ha capito che una Squadra di calcio non può essere gestita in questo modo. Se proprio si vuole “delegare fuori”, all’interno della Società ci vogliono almeno le figure ( responsabili altamente esperti e quindi specializzati ) a fungere da interfaccia, per controllare, pianificare, stimolare gli “esterni” di turno.
Queste figure dovrebbero essere Uomini di calcio, che vivono per il calcio e che conoscono ed amano il TORO: quindi l’organico dovrebbe essere costituito da grandi e longeve professionalità tecniche . Riteniamo che quei pochi giovani assunti, inesperti, al primo impiego, non possano essere le colonne portanti e non servano ad una Società come il TORO attuale.
Il TORO attuale ha perso le proprie radici, l’identità, le proprie origini. Ha rifiutato le risorse storiche più adatte, ha perso di umanità e personalità. Tutto l’ambiente TORO si è degranatizzato, i giocatori che arrivano trovano il nulla, un ambiente anonimo e sterile, fine a se stesso e vuoto : il TORO non è più un habitat accogliente con tutti i confort e quello che serve. E’ una semplice pensioncina, senza alcuna peculiarità. E i giocatori che arrivano, si … perdono. Una volta i giocatori del TORO, diventavano giocatori da TORO, accolti e sostenuti da tutto l’ambiente.

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Quindi, se si vuole prima RINASCERE, e poi RISALIRE, bisogna cambiare registro : occorre allestire un ORGANICO di grandi professionalità consolidate, tecniche ed umane, espressione del
territorio e della torinesità, innamorati del TORO : il TORO deve avere una propria STRUTTURA solida e duratura, indipendente dal Direttore Sportivo e/o dall’Allenatore di turno. TUTTI dovranno stare sotto un Amministratore con poteri di spesa delegati e sotto un Direttore Generale effettivo che esercita l’esecutivo in Sede, tutti i giorni : Uomini di qualità e di fiducia del Presidente si, ma con le caratteristiche sopra descritte. Su questa STRUTTURA che si consoliderà sempre di più col funzionamento nel tempo, si potranno via, via appoggiare i vari Progetti tecnici, di mercato e di Squadra. Sino agli inizi degli anni ’90 il TORO è stato questo ed i risultati sono sempre arrivati,il mondo TORO era di esempio, chiunque era fiero di avere indossato la maglia granata, da cui aveva tratto forza e giovamento. Il TORO “forgiava” i giocatori che portavano le loro qualità mettendole a servizio del collettivo.
Una grande SOCIETA’ può fare una grande SQUADRA e mai viceversa !
I TIFOSI erano fieri ed orgogliosi della propria appartenenza, innamorati dei propri colori, erano parte attiva dell’ingranaggio che faceva crescere i giocatori e la Squadra con una sua anima, cuore e corpo unico.
Tutto ciò è urgente, anzi urgentissimo e bisogna fare in fretta. Il Presidente dice di aver capito gli sbagli fatti, di avere imparato a sue spese, ma i fatti – almeno sinora – non sembrano supportare quanto detto. Servono molti giocatori validi ( almeno 12/15 ), vanno esaudite le richieste del Mister e – se si vuole una Squadra competitiva - bisogna comprare presto e bene : la Squadra deve essere fatta, pronta già per il ritiro di Sappada ( 16/7 ) almeno al 90%.

CAIRO dice di avere investito tanto nel calcio e nel TORINO, ma non dice di :
Non avere mai predisposto un vero “PROGETTO – TORO” da portare avanti ;avere speso molto male;avere male amministrato le risorse e i capitali esistenti;avere stipulato contratti inadeguati, alcuni senza senso ( solo premi e bonus … ) ;non essere stato capace di inserirsi a certi livelli in Federazione, in Lega , con gli altri Presidenti;avere sempre trascurato i vari settori Istituzionali a partire dal Comune di Torino, Regione, Provincia;avere attuato politiche a dir poco contradditorie ;avere portato le presenze allo Stadio al minimo storico ( in media 9.000 persone),avere ridotto gli Abbonamenti a poco più di 5.000;non avere sviluppato congruamente il merchandising della Società puntando su di un Marketing serio, concreto, propositivo, innovativo, abbordabile e sostenibile a livello giovanile;
Di non avere incrementato adeguatamente la pubblicità allo Stadio, né fuori;non avere sviluppato e gestito al meglio gli SPONSOR di turno;non essere stato capace di inserirsi in nessun modo nei
“media sportivi”, con il TORO sparito da tutte le cronache e notiziari sportivi ( anche quelli regionali ) ;non avere investito in giovani calciatori per il Settore Giovanile in proiezione prima Squadra ( Comi, Benedetti, Ogbonna , se li è già trovati );non aver creato Squadre/Società satelliti sia in Piemonte che in altre Regioni;non avere coltivato la Storia, le tradizioni, l’appartenenza al mondo granata ( FILADELFIA; SUPERGA; MUSEO ; ecc. ) ;non avere gestito e sviluppato nel modo giusto i rapporti con i Tifosi ed i Clubs;essere “rientrato” di circa 20 milioni di EURO negli ultimi 24 mesi con vendite eccellenti ed altro;avere tratto dei “vantaggi” dal Consolidato fiscale ( le perdite del TORO, scaricate dagli utili della sua Holding );avere goduto di una maggiore popolarità e di un ritorno di immagine;avere raddoppiato la tiratura delle sue riviste nei primi 2 anni di presa in carico del TORO ;non avere avuto la capacità, la voglia, l’intuito imprenditoriale di investire qualcosa o di più nei mercati di riparazione: a gennaio 2009 con un regista valido non si sarebbe sofferto, a gennaio 2010 con un attaccante vero e a gennaio 2011 con un centrocampista giusto si sarebbe risaliti tranquillamente in Serie A. Ovvero l’imprenditore non ha valutato che con poco più di 1 o 2 milioni al massimo si sarebbero potuti incassare ben 45 (2010) o 40 (2011) milioni di EURO in più per la Serie A !!!
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A ns. parere
tutto ciò dimostra di non vivere il calcio nella giusta dimensione, di non avere grossi doti manageriali, di non credere nelle proprie possibilità.
E quindi veniamo alla
vendita della Società : dice di averla messa in vendita il 19 marzo 2011 e sino ad oggi, di aver visto presentarsi alcun acquirente. Ma il Presidente :
Come ha propagandato la vendita della Società ? ;stabilito un “prezzo” congruo ? ;nominato un interlocutore valido ( Banca d’affari o Società commerciale ) con cui confrontarsi, mettendo a disposizione tutta la documentazione necessaria ? Cioè Bilanci e Situazioni Patrimoniali aggiornate, Cespiti, Ammortamenti, Contratti in essere, Fornitori, Progetti ( Filadelfia, Stadio Olimpico, ecc. ), ecc. ?deciso le modalità e le
garanzie per intavolare una trattativa giusta ?
Purtroppo, nulla di nulla. E allora appare piuttosto ovvio che sia difficile farsi avanti a scatola chiusa, con cifre da … inventare o da capogiro.
Se non lo avete ancora capito, noi non siamo favorevoli all’attuale TORO di Cairo : ma di fronte ad un radicale cambiamento di strategie ed ad una rifondazione della Società come da noi prospettato, di fronte ad una pianificazione seria e concreta di prospettiva ( medio periodo ), ad investimenti certi ed oculati , potremmo ricrederci e sostenere di nuovo l’attuale proprietà. Ma in caso contrario rimarremmo contrari, precisando che non siamo per contestazioni becere allo Stadio ove la Squadra invece và solo spronata e sostenuta in qualsiasi modo.
Le contestazioni dure, aspre, concrete dovranno attuarsi nei modi e limiti civili consentiti ed avvenire attraverso i mezzi di stampa e comunicazione, TV private e non, con Riunioni mirate Convegni, Tavole Rotonde sportive e non, sulla base di
dati ed elementi oggettivi , concreti ed inconfutabili.
In bocca al lupo Presidente Le auguriamo un buon lavoro in tutti i sensi, ci pensi bene, c’è da lavorare, investire tanto ma soprattutto c’è da crederci, c’è da mettere insieme un PROGETTO serio e proiettato nel tempo, altrimenti, bè , altrimenti ci ripensi, se ne stia a Milano a godersi i frutti del suo lavoro e lasci il TORO ad altri Uomini di … calcio. Nonostante tutto, con gli Uomini giusti, onesti e capaci, gestito al meglio, il TORO sarebbe ancora un affare.

FORZA TORO, SEMPRE, COMUNQUE E DOVUNQUE. ( Pierpaolo Pesce )


PS
relativamente alla campagna di rafforzamento che, come al solito, procede lentamente ed in modo poco incisivo, ( tutti gli obiettivi stanno sfumando ) attenzione perché il buon VENTURA – ove non venissero rispettati i patti – potrebbe anche abbandonare, ovvero dimettersi e lasciare il TORO in un grosso mare di guai.
Invitiamo chi di dovere a
pensarci bene prima per non cadere nel caos dopo, a tempo scaduto !!


TORINO FC Spa : il nostro punto di vista –
Da sempre siamo vicini al TORO, cercando di dare il ns. modesto contributo di esperienza e di sana passione sportiva. Anche alla attuale Società abbiamo cercato di dare una mano dicendo apertamente quello che non andava ed avrebbe potuto essere migliorato ( basta andare a rileggersi le ns. Circolari, Editoriali, Comunicati degli ultimi 3 anni ).Abbiamo inviato alcune lettere, abbiamo anche avuto più volte l’occasione di parlare direttamente con il Presidente : nel 2009, in data 4 maggio sul Campo degli Invincibili e il 12 dicembre allo Stadio.
Ma il Presidente non ci sente, o meglio non ci vuole sentire e .... procede a modo suo, insensibile a qualsiasi idea o suggerimento. Sempre peggio : la situazione si è aggravata al massimo, e pensare che sarebbe bastato poco per continuare ad essere amato e stimato dal “popolo torinista”. Poche, ma significative
mosse gestionali.
Gliele abbiamo suggerite ancora una volta con una lettera in data 7 gennaio :
per la Società organigramma, funzionigramma, torinesità, granatismo;
per il Direttore Sportivo budget di spesa, poteri delegati , con un vero Progetto per il Settore Giovanile; il Tifo Organizzato un Programma serio da portare avanti per ricreare entusiasmo e coagulare i Clubs.
In attesa degli sviluppi, abbiamo concesso una “tregua” armata per consentirgli di operare in completa serenità ed autonomia, senza particolari “ pressioni ”. A gennaio 2010 la sessione del calciomercato, a febbraio i conseguenti provvedimenti ed assestamenti.
Ora ,
a marzo, il ns. giudizio, passionale sì, ma sereno, pacato, oggettivo, basato esclusivamente sui fatti reali.
-SOCIETA’ : si è registrato il fallimento completo della gestione CAIRO. Dal lato strutturale, organizzativo non è cambiato pressoché nulla. La Società è rimasta senza un Organigramma funzionale valido. Tutte le funzioni aziendali non hanno presidi interni : è tutto demandato e delegato a Milano ( anche per le minute necessità - ad es. carta da fotocopie) , figuriamoci per il resto ( finanza, marketing, forniture, contratti, sicurezza, logistica, ecc.) .
Quando c’è da decidere non ci sono punti di riferimento, i tempi operativi sono dilatati in modo abnorme. Dalla Società non è emerso alcun PROGETTO. Nulla per il Settore Giovanile, nessun impegno concreto per il FILADELFIA, nessun investimento serio per il futuro. Nulla di nulla. La Società è sparita a livello mediatico, non conta più nulla sia in Federazione ( arbitraggi), che in Lega, assente nella quotidianità torinese ed alle iniziative più o meno istituzionali. Per non parlare poi del Tifo organizzato.
E allora il 26 febbraio CAIRO si è reso conto di tutto ciò e ha messo in vendita la Società : ma ora il problema vero sarà il prezzo : se vuole bene al TORO dovrebbe richiedere un prezzo ragionevole ( dato che la scatola è vuota ) e non i 30 e più milioni di cui si parla. Le cifre riportate non corrispondono alla realtà, e inoltre andranno pure considerate alcune voci importanti per il “gruppo cairota” : maggior notorietà e pubblicità, aumento vendita giornali, fatturazione delle Società del gruppo per attività svolte in outsourcing, meno TASSE “ per il consolidato fiscale 2006 /2009” ( per cui le perdite di esercizio del TORO, sono state sgravate dai redditi prodotti dalle altre Società del gruppo ). Senza considerare che molti soldi sono stati veramente “buttati” per
incapacità gestionali ( nel 2007 quasi 3 milioni di euro per risoluzioni contrattuali ; ingaggio dell’ex mago dell’Inter sig. PECINI per il Settore Giovanile e la Rete Osservatori quasi subito abortita; ingaggi faraonici per ex Campioni; ecc. ). Di chi la colpa, se non del Capo, ovvero colui che decideva e comandava ?
CAIRO non ha capito che la SOCIETA’ può “fare” la SQUADRA, mentre la SQUADRA non può “fare” la SOCIETA’.
- SQUADRA : nuovo Direttore Sportivo. E’ il SETTIMO !! La squadra è stata rivoluzionata senza spendere. ANZI, al tirare delle somme – compresi gli ingaggi – si è risparmiato circa 1 milione di €. PETRACHI è stato bravissimo, ha dimostrato coraggio entrando nello Spogliatoio scegliendo pubblicamente i “buoni” ed i “cattivi”,
assumendosi tutte le responsabilità. E poi ancora, ha dimostrato capacità, inventiva, furbizia, conoscenze: 12 giocatori in entrata, 11 in uscita . Bravo davvero.
Noi le chiamiamo Entrate e non ACQUISTI perché ha agito ” senza soldi ”, prendendo solo parametri zero, prestiti puri o con riscatto : si buone intuizioni, ma in pratica tutti giocatori non titolari, riserve, o al limite della “rosa” ( quindi scartati ), disabituati al ritmo partita. E quando si poteva prendere una
prima scelta ( SESTU dal Vicenza e PERICO dall’Albinoleffe) il portafoglio non si è aperto : questo è stato davvero un grave” azzardo “ presidenzale.
Quindi considerando i 10 milioni di attivo del mercato estivo, 1 di quello invernale, 7,5 del “paracadute” FIGC per la retrocessione, la stagione è assicurata ( a parte il progressivo degrado della Società). Ma in futuro ( soprattutto se non arriverà in qualche modo la Promozione) che si farà ? Forse dal punto di vista QUANTITATIVO ci siamo, ma la QUALITA’ ? E’ tutto da dimostrare, ma al momento solo PESTRIN, GAROFALO e D’AMBROSIO ( complimenti davvero al ragazzo ! ) si stanno dimostrando da TORO. A giugno 2010 i PROBLEMI SARANNO COMUNQUE ENORMI. E’ arrivato un Team-Manager ( non lo avevamo mai avuto ) e sta lavorando bene , ma è troppo poco per incidere davvero. Paragrafo ALLENATORE : dopo 4 risultati utili ( non sempre convincenti) è arrivata la batosta in casa con l’ultima in classifica, la Salernitana : Inaudito !! Una gara a livello Modena e/o Crotone, ed è tutto dire. E poi la vittoria a Padova, ma troppo fortuita, sofferta, poco giocata. Il Mister non ci sembra molto convincente per l’approccio alle gare e per le sostituzioni. Anche atleticamente e per mentalità la Squadra non ci convince molto. Ma tant’è. Il MISTER ora non ha più l’alibi “SPOGLIATOIO”: se ci sono problemi da evidenziare lo dica chiaramente, esponga i casi. Avrà l’appoggio incondizionato di tutti. FORZA TORO.
Per chiudere un appello a tutti i Tifosi : sosteniamo sempre, comunque e dovunque in casa e fuori la Squadra, ma contestiamo l’operato della Società che non ha cambiato gestione, non ha adottato alcuna iniziativa valida per migliorarsi . Quindi non stiamo più dalla parte di CAIRO che ha dilapidato passione e credibilità, pronti a tornare indietro solo di fronte ad un vero cambiamento radicale della “rotta” aziendale .
Noi dalla
nuova Società ci aspettiamo professionalità, progettualità, programmazione, radici (Settore Giovanile). mentalità, cuore , grinta, tradizioni, appartenenza e investimenti ( Centro Sportivo Giovanile, Filadelfia, Stadio).
Roma 4 marzo 2010
Pierpaolo Pesce

Senza dialogo

Ho letto i commenti sull'ultimo comunicato del CCTC, la maggior parte contro e sono rimasto basito. Non voglio difendere il CCTC ma mi sembra che non ci sia un dialogo tra anime dello stesso corpo, il Toro, che non si conoscono e che non vogliono prendere atto dell'altra parte. Le due parti in causa, CCTC e tifosi sparsi, appartenenti o non appartenenti a club, due anime che soprattutto non si conoscono e non si vogliono conoscere e comprendere. Un consulente che si occupa di organizzazione e comunicazione aziendale direbbe di correggere il tiro venendosi incontro. Personalmente mi dà fastidio sentirmi dire se "mi vuoi parlare vieni in Borgo Vittoria dove parliamo tranquillamente e democraticamente": non è una posizione ragionevole al giorno d'oggi con tutta la tecnologia di comunicazione messa a disposizione e una persona di marketing che vuole "conquistare" altri spazi userebbe un atteggiamento diverso: se io sono o voglio essere soggetto importante dell'ambiente granata devo essere io a sforzarmi ad andare ad occupare spazi facendomi conoscere sempre più, contrastando in modo ragionevole le idee erronee che si sono fatti gli altri di me, senza imporre le mie idee ma confrontandomi e coinvolgendo la gente. Certo occorre pazienza, tempo, lavoro, fatica: subito può sembrare più facile imporsi con la forza o con la forza camuffata da democrazia apparente ma ciò che è ottenuto con la forza dura poco nel tempo, non ha eredi e non fa tradizione.

Democrazia: ci sono varie forme di democrazia da quella occidentale anglosassone supposta avanzata ma molto incompleta, facilmente corruttibile e truffabile a quella della ex Germania dell'Est che era solo uno slogan per dire agli occidentali che anche a est esisteva la democrazia, che anche lì si votava e chi rappresentava il regime non ammetteva mai il vero contenuto dello slogan di facciata: il totalitarismo.

Sbaglia anche l'altra anima che dice di non essere e non voler essere rappresentata dal CCTC: liberi di scegliere ma anche questa posizione dovrebbe essere espressa con toni meno polemici e il suggerimento è comunque di conoscere la situazione reale del CCTC che non è ben rappresentato dai perentori comunicati.

Il CCTC non dovrebbe arrogarsi di rappresentare tutte le anime dell'ambiente e quindi le richieste potrebbero non essere di tutti: nello stesso CCTC le posizioni sono diverse e comunque tali richieste dovrebbero essere effettuate con toni diversi, possibilmente non da ultima spiaggia ed essere proposte per l'ambiente granata magari da sostenere con determinazione piuttosto che con diktat definitivi.

Ho sentito frasi di caio dire che "tizio deve smetterla di insistere sull'unità dei tifosi perché così si divide". Ma che senso ha? Eppure le persone in causa erano persone importanti dell'ambiente granata . Ho sentito: "Chi è tizio per scrivere quelle cose in un comunicato sul sito del proprio club, se è di Roma vada fare il tifo per la Lazio o per la Roma" eppure tizio è quello che ha lavorato per far mettere le luci alla lapide ai nostri caduti a Superga. E io granata sono fiero di essere tifoso insieme a quello di Roma, a quelli di tutta l'Italia, a quelli di tutto il mondo e più sono lontani e più sono fiero. Fanno quindi male queste frasi.

Ho visto tifosi insultare altri tifosi in modo astioso facendosi forza del branco. Eppure so che ciascuno di loro preso singolarmente sono persone più che ragionevoli. Ho sentito persone parlare di "vigilare" sull'ambiente granata come per difendere un "potere oscuro". Ma difendersi da che? Parliamo di calcio, di sport mica di politica antica ormai passata alla storia e da questa sconfitta.

Occorre tanto dialogo e continuativo. Ritengo positivi i comunicati del CCTC perché così si fa conoscere per quel che è e se riceve delle furiose critiche potrebbe cogliere il messaggio di cercare di cambiare almeno nella comunicazione: quindi nessuna censura da parte delle redazioni come molti commenti richiedono. Il CCTC non è solo quello dei comunicati: le anime al suo interno sono diverse, molto variegate e non tutte si possono esprimere pubblicamente liberamente. Il CCTC ha una grande opportunità storica che è quella di unire la gente granata, direi di più, l'ambiente granata che comprende anche la società, ma dovrebbe cambiare il suo modo di presentarsi e dovrebbe imparare a proporsi e non ad imporsi, dovrebbe lasciare prevalere anche le parti più ragionevoli ed effettivamente democratiche e meno oltranziste e so di dire una bestemmia, dovrebbe tentare di collaborare con la società del Torino FC senza arrendersi e senza ritenersi offeso se le risposte non arrivano nei tempi immaginati e/o non sono quelle delle proprie aspettative: le esperienze e le prospettive di visione sono diverse a secondo dei ruoli ma ci si comprende di più se si conoscono i soggetti in causa e questo lo si ottiene solo con il dialogo.

Ho letto l'articolo "Amiamo il Toro!": non basta perché questo lo facciamo già, forse troppo. Piuttosto impariamo ad amare noi stessi cioè i tifosi quelli che vanno allo stadio e si sbattono per i cori e per le corografie ma non solo e i tifosi quelli che stanno a casa e per un motivo o l'altro non vanno alla stadio ma stanno attaccati alla tv oppure con l'orecchio sulla radio. Amiamo quelli che dicono di essere del Toro ma non sanno neppure chi è Bianchi perché da questi tifosi forse un giorno nascerà qualcuno che diventerà un ultras. Amiamo i tifosi lontani appartenenti ad altre città perché sono rari come i diamanti e perciò difficili da conquistare.

Ci vuole il dialogo senza censure continuo preferibilmente rappacificato e se non c'è quello allora va bene anche quello urlato senza la minaccia della violenza altrimenti si ghettizzano parti importanti dell'ambiente granata. Così c'è almeno la speranza del cambiamento e tutto questo è meglio che il niente, del muro contro muro, del silenzio rancoroso e del ghetto dove ognuno parla solo più con i suoi simili e si arrabbia quando mette il naso fuori o qualcuno dal di fuori mette il naso dentro.

Stefano Intramezzo

Ripartire da Noi

Cari Amici,

ho fatto un sogno bellissimo, naturalmente il sogno siccome profondo ed intimo quanto può essere un sogno era tutto granata, come me.

Ho sognato che il Torino FC che teneva Ogbonna oltre a Bianchi, che riusciva a cilindrare tutti i pesi morti e costruiva una rosa di giocatori ambiziosa e sfrontata dove l'irrequietezza di giovani torelli incontrava la saggezza e voglia mai sopita di esperti campioni.

Ho sognato che vincevamo, e sottolineo vincevamo con tanto di trofeo e palchetto il campionato di di B e che giocando bene facevamo anche la nostra bella figura in Coppa Italia.

Ho sognato che il Toro tornava in A da Toro cioè dal Portone principale e non scalando muri per sgattaiolare dall'ultimo abbaino lasciato aperto.

Ho sognato che il Toro tornava a casa:"il Fila", dove giocare amichevoli di lusso e tutto ma proprio tutto il resto dentro.

Ho sognato che abbassavano il campo dell'Olimpico e lo portavano a 40,000 spettatori con le prime file a ridosso dei giocatori.

Ho sognato che queste opere erano realizzate anche con un discreto aiuto comunale quasi a chiedere scusa o perlomeno tentare di pareggiare la lista dei torti e dei conti in merito ai favori sempre concessi alla bocciofila di famiglia della prima squadra di Venaria, oltre che con gli introiti ricavati dall'accesso alla prima divisione nazionale.

Ho sognato che ci fosse pace nel mondo granata e che lo spirito autodeterminato ed autodeterminante dei giacobini granata oltre ad esercitarsi nelle marce dei cinquantamila trovasse giusta soddisfazione nella gestione del Filadelfia, del patrimonio tifoso, dell'associazione ex calciatori granata ed in tutto quello che costituisce un Popolo e non un gruppo di tifosi qualunque e che questo diventasse un primo passo concreto per un futuro di Azionariato reale dove la voce popolare e la solidità della Società si trovino garantiti Ad Vitam Aeternam.

Ho sognato che il Fila riprendesse il suo giusto valore che è stato grande anche e sopratutto dopo il Grande Torino, come simbolo di resistenza e vero cuore dell'identità cittadina.

Il Filadelfia: il vero Altare della Patria di Torino ancora più bello e significativo di quello di Roma perchè decantava nella sua minutezza la grandezza della gente invece che soldati e che questo ritrovato Fila vada oltre tramite la sua riedificazione a questo concetto di resistenza diventando segno di una Società civile come di una Città che finalmente premino ed antepongano il diritto del singolo e la sua salvaguardia piuttosto che venerare entità parassitanti e ricattanti la Società medesima.

Ho sognato che il simbolo di questa ritrovata pace, gioia ed armonia con le proprie radici ed il proprio territorio ed a testimonianza di ritrovato vigore sia la riadozione del tradizionale simbolo societario che da sempre è comparsa sui gonfaloni del Torino rappresentante il simbolo cittadino: Toro giallo (oro) in campo blu sovrastato dalla Corona su Campo Granata.

Ecco ho fatto un sogno, bada bene solo di cose reali, mica ho sognato che l'Italia diventi un paese pulito e poco ipocrita e beghino dove il calcio rispecchi questa inedita onestà nazionale.

Ho solo sognato di tornare Noi stessi anche per lottare contro questo calcio virtuale lontano dalla gente e dalle tradizioni privo di futuro per sua stessa vocazione e natura cosi com'è l'attuale considerazione e gestione delle risorse tutte.

Semplice semplice...un sogno semplice semplice molto più reale di quello che viene da fuori siccome nasce da dentro, da quello che già c'è e su cui bisogna ripartire.

Semplice semplice...

Andrea Morè


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