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ENNESIMA VERGOGNA ANNUNCIATA
Intanto un incredibile sogno s’avvera ed il Toro dilaga.


Non è autocelebrazione credetemi ma invito chi non l’ha fatto a leggere quanto ho scritto qualche giorno fa
http://www.toronews.net/?action=article&ID=25306 .
Penso che sarebbe davvero ora da parte nostra comprendere tutti che l’unica forza di cui disponiamo per contrastare questo, come tanti altri vergognosi e tristi soprusi subiti in questi anni, risieda in noi tifosi e nella nostra UNITA’.
Spero davvero di cuore che nessuno si azzardi ad attribuire alla società, al suo capitano o ad altri responsabilità che non sono ASSOLUTAMENTE loro.
Penso sia inutile scrivere fiumi di spiegazioni tecniche su regolamenti che dimostrino quanto è indiscutibile e già sapevo, sapevamo.
Conta solo l’invenzione di un paradossale, vergognoso, disgustoso cavillo, pur di non fare l’unica cosa giusta.
Per favore, con tutta l’anima invito ogni lettore ad aprire la mente ed il cuore e a trasmettere questo messaggio, questa preghiera, questa invocazione a tutti coloro che per vari motivi non avrebbero modo di leggere il presente articolo.
Il Toro quest’anno e fino ad ora sembra più forte anche di questi soprusi.
Persino nella partita di sabato contro il Pescara, non dimentichiamoci che il goal regolare negato agli abruzzesi è venuto dopo un rigore con relativa espulsione negata a noi.
Convincetevi che, come il passato non è mai stato frutto della sfiga, tantomeno la forza dimostrata fino ad ora da questa società non è frutto del caso o della fortuna, ne risiede solo nella innegabilmente avveduta scelta di un mister come Ventura.
Tutto nasce dal lavoro duro, oscuro, sommerso di diffidenza, in certi momenti persino ostacolato internamente, di uomini e donne che non tifano solo Toro, ma sono profondamente ed intimamente granata, che con costanza hanno utilizzato tutti i mezzi a loro disposizione per portare questa imberbe e fragile struttura ad assorbire alcuni semplici, ma inspiegabilmente ignorati per lungo tempo, principi che stanno alla base della ricostruzione di una società unica come quella del Toro.
Vi rimando ad un altro pezzo di inizio stagione “ Se Vogliamo Possiamo”
http://www.toronews.net/?action=article&ID=23558 .
Tutto questo però potrà non essere sufficiente forse, fra qualche tempo, a meno che non ci sia una profonda, diffusa e completa condivisione del popolo granata UNITO, indipendentemente da quelli che saranno i risultati.
Vi racconto un piccolo miracolo che è l’ultimo di tanti isolati esempi, per chi lo vuol comprendere, dell’unica forza a nostra disposizione.
Saranno stati non più di un centinaio gli aderenti al movimento ToroMio presenti allo stadio ieri e pochi si aspettavano che un sogno si sarebbe avverato.
Ad un certo punto le squadre appaiono dall’uscita degli spogliatoi ed improvvisamente il nuovo canto di Valerio Liboni ”Con il Toro nel cuore” il cui testo è stato scritto a più mani da alcuni tifosi e prodotto dalla nostra associazione, echeggia dagli altoparlanti “ TOOOORO AH KA – TOOOORO AH KA – TOOOORO AH KA - MIIIOOOO “
Sono sensazioni che non si possono descrivere e solo chi non prova egocentriche invidie può avere la sensibilità di comprendere.
Un lavoraccio pesante e tutto ai mille all’ora, soprattutto da parte del Presidente dei Giuristi Granata, Massimiliano Romiti, per arrivare a produrre questa nuova canzone in tempo per questa partita.
Una canzone che fosse allegra, che pensasse al passato ma si rivolgesse soprattutto al futuro “ Meroni, Pupi e Lentini - eravamo bambini, ma da grandi abbiamo ancora - tanti sogni sul comò, siamo quelli del Toro - con lo sguardo al futuro, tra l’Olimpico e il Fila - è la nostra citta’” un nuovo inno a quello che verrà e non a quello che è stato, “per tornare a contare - forse è meglio incornare, siam tornati siamo in tanti - e il Torino vincerà” .
Ed eccola lì, anche se con un sistema audio notoriamente scadente, riempie lo stadio, mescolandosi con i suoi rumori ed canti della curva, all’entrata dei ragazzi.
Un brivido lungo la schiena, i visi stupiti di chi non se l’aspettava, la gioia infinita negli occhi di Max, io che accenno un balletto da goffo bisonte provato dalla dieta.
Ma in un attimo la gioia diviene tensione doppia.
Ed ora? Metti che perdiamo ?
Coloro che, interpellati sulla gradevolezza del canto al primo ascolto, hanno storto un po’ il naso, come se le canzoni sul Toro fossero tutte finite in Hit Parade, non perderebbero tempo a decidere che porta “sfiga”.
Lo conosciamo bene ormai questo bell’ambientino.
Per noi inizia una doppia partita.
Le mani tra i capelli al rigore negato e poco dopo al goal regolare del gobbo fetente, ed un intuizione nel momento in cui notiamo il guardalinee con la bandierina alzata. Allora funziona ?
Si sembra funzionare. Il Toro regge a testa alta i primi venti minuti arrembanti della squadra Zemaniana, che gioca altissima e cortissima, dimostrando che tutto il cammino fatto fin li non è frutto del caso.
Il Pescara si spegne e Basha va in rete, udite, dite, nel primo tempo. Funziona allora, funziona!
Ci pensa sempre Ciro, il gobbo fetente, a farci sprofondare nel dubbio e nel terrore, all’inizio dei secondi quarantacinque. Sgrigna sbaglia solo davanti al portiere ed il cuore si ferma.
Vives ci ridona una gioia senza limiti.
Sgrigna scatta, nuovamente solo davanti all’estremo difensore avversario e segna, come in un mio sogno di qualche notte fa: la gioia riesplode doppia, ormai la squadra vola.
Pochi minuti e riscatta, in netto fuori gioco, su assist bellissimo del neo entrato Antenucci ( che fenomeno quest’anno), scarta il portiere e sono 4.
Funziona! Funziona! “ TOOOORO AH KA – TOOOORO AH KA – TOOOORO AH KA - MIIIOOOO “
Ancora un volta alcuni anonimi e meno anonimi tifosi che guardano costruttivamente al futuro ce l’hanno messa tutta per invertire una tendenza.
Grazie a chi ha già compreso il messaggio, legandosi a questo progetto, investendo su questa canzone ma soprattutto sul suo significato, a Davide Piepoli, Claudio Cortaldo, Alfredo di Maio, Renato Trevisan, Angelo Marello, Paolo Dora, Fabrizio Viola.
Grazie a coloro che vi hanno creduto prima di me, Sabrina Gonzatto, Guido Caronia, Dino Carella, Aldo Rabino, Mecu Beccaria, Silvano Borgatta, il Quartetto Italiano. Grazie a tutti coloro che si stanno aggregando e si aggregheranno.
Non perdiamo il nostro tempo a rimuginare sulla legittimità di una vittoria a tavolino che mai ci verrà concessa e che potremo solo ottenere in quei SCANDALOSI QUATTORDICI minuti domani, se i ragazzi avranno assorbito, e l’hanno assorbito, il significato di essere del Toro, trasmesso da alcune persone INITMAMENTE GRANATA, che da quest’anno stanno loro vicini, affiancando in vario modo il mister, senza domandare nulla in cambio.
Al futuro, dobbiamo a guardare al futuro, già scritto in società europee più “evolute”, inutile negarlo.
Alcuni hanno fatto la loro parte, anzi di più, e continueranno a farla.
Ma sta a tutti gli altri comprendere e fare in modo che questa non sia solo una rondine.
Dipende solo da noi, facciamocene una ragione.

Guido Regis
Presidente del Toro Club C.T.O. Claudio Sala

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Hai visto mai…
di Sabrina Gonzatto

Ospiti d’eccezione, aderenti al progetto, giornalisti della carta stampata e del web, questo il parterre che lo scorso 28 settembre ha assistito alla conferenza stampa del progetto Toromio. Nonostante la concomitanza con un’altra conferenza stampa - capita quando le iniziative sono tante e interessanti e Torino è fucina di avvenimenti sportivi d’eccezione – la sala, messa a disposizione dall’Hotel Genio, era gremita. Nei 90 minuti di esposizione - il tempo di una partita di calcio – il pubblico ha potuto constatare, grazie al presidente e ai due vicepresidenti, che il Torino FC potrebbe avere un valido
assist nel progetto di azionariato reale che Toromio (www.toromio.it) persegue. Con un occhio vigile al panorama europeo e con un esame approfondito del sistema giuridico – il gruppo ha al suo interno, oltre all’avvocato Massimiliano Romiti, altri valenti esperti forensi – Toromio – fondato da Luciano Cavagnero che ricopre anche la carica di presidente – si presenta agli occhi del mondo come un esempio di azionariato reale che intende mantenere ciò che promette. L’entusiasmo dei protagonisti è fortemente supportato da una logica organizzata che attraverso le parole di Romiti vicepresidente insieme a Guido Regis, e Cavagnero, assume i toni di un progetto che ha tutte le prerogative per volare in alto. La conferenza stampa non è stata solamente una presentazione, Lukas Plattner, giunto appositamente da Milano, ha dimostrato che Toromio è costituito da aderenti sparsi su tutto il territorio italiano, a prova che le sorti del Toro, superano i confini cittadini. Anzi, si potrebbe addirittura dire che fuori città c’è un’aspettativa maggiore. Attraverso la diretta di Toro News, Pierpaolo Pesce, che fa parte del direttivo, ha potuto seguire passo dopo passo la presentazione dalla sua casa romana, come altri, che magari impossibilitati a spostarsi per motivi di lavoro, si sono uniti, almeno virtualmente, agli amici torinesi. Un altro importante giornale web, Torinogranata, rappresentato da Marina Beccuti, ha dato ampio spazio all’iniziativa sia prima che dopo la presentazione. C’è molto lavoro da fare, soprattutto a livello mediatico, riconoscono i protagonisti, sorseggiando un bicchiere di vino bianco dopo il brindisi beneaugurante. Sì, decine e decine di iniziative pro-Toro cadute poi nell’oblio, hanno accentuato la diffidenza dei media nei confronti di coloro che si presentano come i “salvatori della patria”. Non è questo il caso. Nessuno intende salvare nessuno. Toromio si propone come un assist che lavora accanto alla presidenza, una rappresentativa di tifosi che finalmente può avere una voce in capitolo nelle decisioni societarie, un gruppo di imprenditori che non intende farsi pubblicità attraverso la squadra ma che è disposto, grazie alla “promessa”, ad investire in progetti per il Toro e per Torino. Tutti coloro che pensano che per investire nel calcio sia necessario muovere forti capitali, dovrà nel tempo, ritornare sui propri passi e forse cambiare idea. Oltre al denaro, ci vuole anche la passione. La stessa che portò, nel 1963, Orfeo Pianelli ad acquistare il Toro, creando – come ha sottolineato Massimiliano Romiti – una casa per il Toro, quella palazzina di Corso Vittorio Emanuele, diventata mitica nell’immaginario collettivo. Valter Pianelli -il nipote, figlio di Cesare, fratello di Orfeo – dopo aver seguito con attenzione tutta la conferenza, ha ribadito il concetto: senza una casa non si può progettare nulla, i tifosi granata sentono profondamente questa esigenza. C’è anche questo nei progetti di Toromio, una casa, magari simbolica, che possa racchiudere, altre attività sportive, un luogo di aggregazione per le famiglie dove la memoria si sposa con il presente, dove i giovani, forti della storia granata, possano essere messi nella condizione di costruire un futuro degno del Toro e della città. L’iniziativa sta già dando i primi frutti, tra gli ospiti, un imprenditore si è reso disponibile a raccogliere proseliti in giro per l’Italia. Il filo d’erba, quell’immagine meravigliosa presa a prestito da Walt Whitman, sta crescendo e trova accanto a sé, altri fili d’erba, non è ancora un prato, ma presto lo diventerà.

DAL TORO A TOROMIO: TANTI DUBBI

Oramai molti dovrebbero sapere che cos’è TOROMIO: è il tentativo di tifosi normali, non capi popolo o imprenditori importanti o miti granata, ripetiamo tifosi normali, di prendere per mano il Toro e accompagnarlo per prossimi anni partecipando attivamente a ciò che, volenti o nolenti, vive per merito nostro e dipende in tutto e per tutto dalla nostra perseveranza a resistere.
A che punto siamo?
E’ il periodo del dubbio.
Tutti i giorni giungono alla nostra attenzione da più persone talmente tanti dubbi, motivazioni di vario genere per la mancata adesione e partecipazione a
www.toromio.net che abbiamo deciso di descriverli, catalogarli.
Siamo convinti che non sono tutti, anzi per ognuno di quelli che non aderiscono ci sia un dubbio e ognuno diverso dall’altro.
Più o meno 1.999.790 che è la differenza tra tutti tifosi del Toro suggerito dalle statistiche di marketing, meno 210 che sono quelli che hanno aderito al progetto
www.toromio.net.
Sull’idea di avere un Torino, oggi FC ieri AC, di proprietà dei tifosi sono tutti d’accordo ed è un bel sogno auspicabile.
Quando si passa ad una fase più pragmatica, facile, facile, che consiste nel promettere finanziamenti (sottolineo
promettere) incominciano i dubbi, le confusioni, i “ma”, i “se”, i”però”, la voglia di andare a scavare a fondo e così via.
A dir la verità la voglia di sapere e capire profondamente ciò che può succedere è un’ottima cosa in quanto vuol dire che se ne incomincia a parlare e si può iniziare un confronto in tutte le stratificazioni con cui si suddividono i tifosi, sia in modo verticale (strati sociali) sia in orizzontale (opinioni diverse allo stesso livello sociale).
Ma ciò che deve essere inteso in maniera assoluta è che l’unica cosa che unisce i “ricchi” ai “poveri”, passando dalla classe media, i politici di opposte correnti, gli imprenditori provenienti da varie culture, dall’artigiano al mecenate, le varie professioni, persino le varie religioni ed etnie, persino in questa Italia a volte divisa è il Toro, l’unica vera squadra, non solo per antonomasia, di Torino, la città da cui è partita nel bene o nel male l’unità d’Italia e che fu la prima capitale d’Italia.
Il primo “ostacolo” che ci viene indicato è quello del “mattone del Filadelfia” che portò parecchi soldi nelle casse della Fondazione Filadelfia a fronte di una promessa tuttora non mantenuta, quella della ricostruzione del vecchio Campo Torino ribattezzato Filadelfia.
Di qui il Primo dubbio: perché dovrei promettere di investire dei soldi nel Toro, che fine faranno?
Diventeranno come quelli per il Filadelfia? Ma se sto facendo una promessa, quando dovrò versare il denaro che fine farà … continuando così lo userete voi? potrò decidere?
Secondo dubbio: ho già partecipato a tanti tentativi di questo genere e ce ne sono tanti in corso (sembrerebbe almeno altri tre), sono state fatte tante riunioni e non si è concluso nulla e quindi non aderisco perché sono solo perdite di tempo.
Terzo dubbio: sono un personaggio importante nell’ambiente del Toro, mi sono esposto un’altra volta, ho partecipato persino ad una conferenza stampa nella presentazione e si è concluso tutto in un nulla di fatto. Non posso perdere la faccia.
Quarto dubbio: sono un personaggio importante, ho perso tempo in riunioni di questo tipo, ho sentito che ci sono altri tentativi e te li specifico, non so a quale riferirmi e poi devo difendere la mia immagine e la mia posizione.
Quinto dubbio: il libro che hai scritto dà un’idea di quello che si vuole fare ma rimangono tanti quesiti non risolti, a volte non si capisce bene dove si vuole andare. Ci dovrebbero essere più particolari. Dovresti descrivere meglio il progetto. Forse dovresti lasciare più possibilità. Dovresti scrivere parrebbe, dovrebbe, incomincerebbe, probabilmente, succederebbe, acquisirebbe ecc. ecc. Così sembra tutto troppo sicuro.
Sesto dubbio: guarda che fino a quando non riuscite a convincere quelli delle curve non aderisco neppure io, convinci quelli e poi vedrai che ti verranno tutti dietro.
Settimo dubbio: sono perfettamente convinto che il tuo progetto sia quello giusto in quanto la partecipazione dei tifosi nella proprietà del Torino FC porterebbe stabilità. So anche che il progetto è di affiancarsi al presidente e quindi non gli vai contro, però il presidente attuale non la pensa così e quindi io che sono nel campo calcistico non posso espormi altrimenti sembra quasi che “sputo nel piatto dove mangio”.
Ottavo dubbio: l’idea è ottima ma occorrerebbe un imprenditore come Y o dei capi popolo come X o delle persone referenti di alta qualità morale come Z.
Nono dubbio: è un’idea destabilizzante dell’ambiente e per me che sono con l’attuale presidente la contrasterò con tutte le mie forze.
E qui mi fermo.
Per rispondere a questi dubbi occorrerebbero migliaia di pagine e forse non basterebbero perché se ne aggiungerebbero altri.
E’ sufficiente dire che se si dovesse rispondere nei minimi particolari suggeriti dal quinto dubbio occorrerebbe aver acquisito la laurea in Economia e Commercio e Giurisprudenza oltre che aver seguito qualche decina di stages aziendali, essere un arzillo ultra centenario con più esperienze aziendali, imprenditoriali e nel calcio.
Ma andiamo oltre; pensiamo che dovremmo annoverare nel gruppo almeno due geni al livello di Einstein, un decina di leader stile Gandhi e forse non basterebbero.
Per l’ottavo dubbio si potrebbe rispondere con delle domande; perché bisogna aspettare sempre gli altri?
Possibile, che noi persone e tifosi normali tipo VNP (very normal people) con il casellario giudiziario pulito, sicuramente la maggioranza, abbiamo così poca stima di noi stessi da voler “aspettare” (che brutta parola!) gli altri (VIP) che non si muovono se non solo quando sono chiamati, dopo avere dato loro garanzie, immagine, denaro sonante ed ulteriore gloria, mettendo loro in mano magari un progetto già ben avviato, consentendogli di fare bella figura ed ergersi a capipopolo?
In altre parole questi dubbi sono il modo migliore per impedire che il progetto prosegua in modo spedito. Ognuno ha i propri motivi per essere tifoso del Toro ma ha anche un dovere di reale autostima che lo induca credere nella sua importanza determinante a far si che il Toro riparta e torni ad essere il Grande Torino.
Per carità, ognuno di noi ha il diritto di affliggersi ed affliggere gli altri di dubbi affinché il progetto rallenti o si fermi, ma allo stesso modo ha il dovere di utilizzare la stessa energia e lo stesso impegno per far si che i dubbi si dissolvano, per se, per gli altri e per il TORO.
La vita di ciascuno di noi ci ha insegnato che ogni azione quotidiana è costellata di dubbi eppure si agisce, nonostante l’insicurezza, e con l’agire, a volte anche sbagliando, il dubbio svanisce magicamente magari ricomparendo, ma meno forte con la successiva azione.
Per fortuna esistono molte attività umane che iniziano, continuano e hanno successo anche a fronte di molti, spesso troppi dubbi.
Il TORO è indietro di quarant’anni come organizzazione societaria rispetto ad altre più evolute ed inevitabilmente sempre più forti.
Vogliamo lasciare che il gap aumenti?
La soluzione?
Credeteci, è agire, agire, agire con coraggio ed insieme.


Luciano Cavagnero
Guido Regis




http://www.torinoclubcto.com



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